“Come si diventa videomaker?” Nessuno mi aveva dato una risposta pratica, così provo a darla io: ho studiato Cinema & New Media online alla DAM e oggi giro e monto per aziende e agenzie. Non è “prendi una camera e vai” — è un percorso, e te lo riassumo nei passi che ho fatto davvero.
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Impara a raccontare, non a filmare. Il videomaker non è chi preme rec: è chi porta un video dall’idea alla consegna. Prima viene il “cosa voglio dire”, poi la tecnica. Chi salta questo passo fa video belli e vuoti.
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Costruisci le competenze in ordine. Ripresa (inquadratura, luce, movimento), poi montaggio — dove il video prende ritmo e spesso vale l’80% del risultato — e infine color e audio, la rifinitura che distingue un lavoro pro da uno amatoriale.
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Fatti correggere da qualcuno. È il passo che mi mancava da autodidatta: i tutorial ti insegnano i tasti, non l’occhio. Le revisioni sì. Per questo ho scelto il Bachelor in Cinema & New Media, che si fa online con lezioni live e revisioni vere — l’ho seguito mentre già lavoricchiavo.
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Produci dal primo giorno. Ogni esercizio è un potenziale pezzo di showreel. Nessun cliente mi ha mai chiesto un voto: guardano il portfolio. (I principi valgono anche per la foto: come costruire un portfolio.)
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Scegli dove lavorare. Aziende con contenuti social, agenzie, case di produzione, wedding, eventi, freelance per il web. La domanda di video cresce, ed è uno dei pochi mestieri creativi in cui questo succede.
Sul titolo, in breve: alla fine c’è un European Bachelor of Arts accreditato EABHES — non una laurea italiana, e il riconoscimento dipende dal Paese e dallo scopo (qui il dettaglio). Ma nel privato, credimi, conta soprattutto quello che sai fare. Se vuoi vedere com’è fatto il percorso dal vivo, il posto giusto è un Open DAM.
Simone Baldini è un ex studente del Bachelor in Cinema & New Media di DAM Academy e lavora come videomaker.