Il portfolio è ciò che ti fa avere (o perdere) un lavoro nella fotografia: non il titolo, non i follower. Eppure quasi nessuno spiega come costruirlo. Da ex studente di Fotografia Advertising & AI, ecco la checklist che avrei voluto avere io.
- Meno foto, ma giuste. Non “le tue migliori” a caso: 12-15 scatti forti battono 40 diseguali. Chi guarda ricorda il tuo peggiore, non il migliore — quindi taglia senza pietà.
- Un’intenzione, non solo abilità. Un cliente non compra belle foto, compra chi risolve un problema. Mostra scatti costruiti su un’idea, non solo tecnicamente puliti.
- Apri forte, chiudi forte. La prima e l’ultima immagine sono quelle che restano impresse.
- Raggruppa con logica. Per progetto o per tipo, mai a caso.
- Tieni uno stile coerente. Un portfolio che salta da un mondo all’altro confonde; meglio focalizzato.
- Dai contesto. Una riga che spiega il progetto vale più di quanto pensi.
- Aggiornalo. Il portfolio è vivo: cresce con te, o muore fermo.
E la regola che le riassume tutte: costruiscilo dal primo giorno. Il mio unico rimpianto è averlo messo insieme in fretta alla fine — ogni esercitazione era un potenziale pezzo. È anche perché un percorso con progetti veri e revisioni aiuta: produci materiale mentre studi, come nel Bachelor in Fotografia Advertising & AI.
Vuoi un parere sul tuo? Portalo a un Open DAM: farsi vedere è il modo più rapido per migliorare.
Aurora Costa è una ex studente del Bachelor in Fotografia Advertising & AI di DAM Academy e lavora come fotografa.