Prima di iniziare il Bachelor pensavo che montare un film volesse dire “tagliare le scene e attaccarle in ordine”. Dopo un anno di Cinema & New Media online ho capito quanto quella frase fosse ingenua — e quanto il montaggio sia, in realtà, il momento in cui un film viene scritto per la seconda volta.
La timeline è una forma di scrittura
Le prime lezioni mi hanno ribaltato la testa. Il montaggio non è tecnica: è ritmo, è decidere cosa lo spettatore sente e quando. Una docente ci ha fatto rimontare la stessa identica scena in tre modi diversi — un dialogo tra due persone — e ogni versione raccontava una storia diversa: nella prima aveva ragione lei, nella seconda lui, nella terza nessuno dei due. Stesso materiale, montaggi opposti. Da quel giorno guardo i film in modo diverso.
Il software è solo lo strumento
Abbiamo lavorato su software professionali, ma i docenti insistono su un punto: prima viene la testa, poi il programma. Ho imparato a organizzare il materiale, a marcare i ciak buoni, a costruire un assembly e poi a limarlo. Le scorciatoie da tastiera vengono da sole; il gusto no. E il gusto si allena solo montando tanto, sbagliando, e facendosi correggere.
Il color grading, la sorpresa più grande
Non avevo idea di cosa fosse il color grading prima di iniziare. Scoprire che il colore di un’immagine racconta un’emozione — il freddo di una scena, il calore di un ricordo — è stata la parte che mi ha appassionata di più. È anche la più tecnica: bilanciamento, incarnati, coerenza tra le inquadrature. Su AULA ho i replay di tutte le sessioni, e li riguardo di continuo: quando lavoro a un progetto mio e mi blocco su un passaggio, riapro la lezione esatta al minuto giusto.
Studiare online senza studiare da sola
La paura più grande, per una come me, era l’isolamento. È successo il contrario. Le revisioni in diretta con i compagni sono diventate la parte che aspetto di più: vedere come gli altri hanno risolto lo stesso esercizio mi insegna quanto le lezioni. Ci scambiamo progetti, ci facciamo da “primo pubblico”. Se ti chiedi come sia possibile a distanza, la risposta è nel metodo — lo raccontano qui: come funziona.
Una giornata tipo
Non esiste una giornata tipo, ed è questo il bello. C’è la diretta serale che segno in calendario come un appuntamento fisso; ci sono i pomeriggi in cui monto la mia esercitazione; ci sono le mattine in cui riguardo un replay mentre faccio colazione. L’online mi lascia incastrare lo studio nella vita vera, ma richiede disciplina: le settimane in cui salto il ritmo si sentono tutte.
Perché il montaggio, e non la regia
Mi chiedono spesso perché mi sia innamorata proprio del montaggio. La risposta è che è il posto più silenzioso e potente del cinema: nessuno ti vede, ma decidi tutto. È anche una delle figure più richieste, perché ogni video — dal film alla pubblicità, dai contenuti social ai documentari — ha bisogno di qualcuno che sappia dare ritmo alle immagini.
Dove sto andando
Sto costruendo il mio showreel di montaggio, un progetto alla volta. Non ho fretta: preferisco pochi lavori curati che tanti fatti male. Il Bachelor in Cinema & New Media mi ha dato gli strumenti e, cosa più importante, un occhio più critico sul mio stesso lavoro. A chi inizia dico solo questo: non aspettare di “sentirti pronta” per montare qualcosa di tuo, perché non succede mai. Monta subito, anche cose brutte, e portale in revisione. E se vuoi capire se questo mondo fa per te, vai a un Open DAM.
Giulia Ferraro è una studente del Bachelor in Cinema & New Media di DAM Academy Online.