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Dal Bachelor al set: il mio primo anno da filmmaker

Ho studiato cinema online alla DAM e oggi lavoro sul set. Com'è passare dal Bachelor in Cinema & New Media al primo anno da filmmaker, tra teoria, pratica e portfolio.

Lorenzo De Santis · 12 maggio 2026 · #cinema #studiare online #lavoro

Quando ho detto ai miei che mi sarei iscritto a un Bachelor in Cinema & New Media completamente online, la reazione è stata più o meno unanime: “Il cinema non si impara davanti a uno schermo”. Avevo lo stesso dubbio anch’io. Oggi, a un anno dalla fine del percorso e con diverse produzioni alle spalle, posso raccontare com’è andata davvero — senza né idealizzare né sminuire.

Perché ho scelto un cinema online

Vivo in una città piccola, lontana da Roma, e trasferirmi non era un’opzione: lavoravo la sera per pagarmi gli studi. L’online era l’unico modo per non rimandare tutto di anni. Quello che mi ha convinto, però, non è stata la comodità: è stato scoprire che le lezioni non erano video registrati da guardare in solitaria, ma dirette con registi, direttori della fotografia e montatori che lavorano sul set tutti i giorni. Le prime settimane facevo domande a raffica; mi rispondevano in diretta, con esempi presi dai loro lavori.

La struttura che non mi aspettavo

Ogni modulo aveva lo stesso ritmo: lezione teorica, esercitazione pratica, revisione. Non si studiava “per l’esame”: si consegnava qualcosa di concreto — una sceneggiatura breve, un’analisi di sequenza, un montaggio. E ogni consegna veniva revisionata dai docenti, uno a uno. È lì che ho capito la differenza tra un corso online serio e i tutorial gratuiti che avevo divorato per anni: il feedback. Se vuoi vedere com’è organizzata la didattica, c’è una pagina che la spiega bene: come funziona l’online.

AULA, il posto dove tutto resta

Tutta la mia vita da studente è passata dentro AULA, la piattaforma dell’accademia. All’inizio pensavo fosse un semplice archivio di video; in realtà è dove seguivo le dirette, ritrovavo i materiali e recuperavo le lezioni quando il turno serale me le faceva saltare. La funzione che ho usato di più è stata il tutor: quando un passaggio sul montaggio non mi tornava, potevo farmelo rispiegare in un altro modo, a qualsiasi ora. Per uno che studiava di notte, è stato decisivo.

Il primo set vero

La svolta è arrivata da un cortometraggio nato come esercitazione. L’avevo scritto e girato con due compagni conosciuti a distanza, montato nelle notti libere, e portato a una revisione finale col docente. Quel corto è finito nel mio showreel, e quando mi sono presentato per un’assistenza in produzione è bastato mostrarlo. Nessuno mi ha chiesto “che voto hai preso”: mi hanno chiesto “cosa sai fare”. Da lì è partito tutto: prima assistente di produzione, poi operatore, oggi lavoro con continuità.

Cosa mi ha dato davvero il percorso

Tre cose, in ordine di importanza. La prima: un metodo. So come si smonta una scena, come si prepara una ripresa, come si organizza una piccola produzione senza andare nel panico. La seconda: un portfolio vero, costruito progetto dopo progetto invece che in fretta alla fine. La terza, la più sottovalutata: una rete di persone. I compagni di corso oggi sono colleghi con cui mi scambio lavori e chiamate quando serve una mano su un set.

Le cose che avrei fatto diversamente

Sarò onesto: l’online non è “più facile”. Richiede disciplina, perché nessuno ti insegue. Le settimane in cui ho mollato il ritmo le ho pagate dopo. Il mio consiglio a chi inizia è banale ma vero: tratta le dirette come appuntamenti fissi, consegna sempre le esercitazioni anche quando non sei soddisfatto, e sfrutta ogni revisione fino in fondo.

Un titolo europeo, spiegato senza giri di parole

Alla fine dei tre anni si consegue un European Bachelor of Arts accreditato EABHES, pari a 180 ECTS. È un titolo estero, costruito sul sistema europeo dei crediti; il riconoscimento accademico o professionale dipende dal Paese e dall’ente a cui ti rivolgi. Alla DAM me l’hanno spiegato con chiarezza fin dall’orientamento, senza promesse gonfiate — e questo, col senno di poi, l’ho apprezzato.

Se ci stai pensando

Non considerare il Bachelor in Cinema & New Media un ripiego rispetto all’aula fisica. È un altro modo di entrare in un’accademia vera, con gli stessi docenti e la stessa richiesta di impegno. Il modo migliore per capirlo è parlarci: prenota un Open DAM e fai le domande scomode, come le ho fatte io.

Lorenzo De Santis è un ex studente del Bachelor in Cinema & New Media di DAM Academy.

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